Dottoressa Serena Maruccia

Terapia laser per l’ipertrofia della prostata

dall’ingegneria il miglior alleato dell’urologo

Presso la Clinica Zucchi l’ultima generazione di laser al tullio per il trattamento dell’ipertrofia prostatica.

La prostata è una ghiandola che si trova alla base della vescica giusto all’imbocco dell’uretra, ossia del canale deputato al trasporto dell’urina verso l’esterno. L’aumento volumetrico della prostata si definisce “ipertrofia” e può provocare un’ostruzione del canale con conseguente cattivo funzionamento della vescica che dovrà quindi esercitare uno sforzo maggiore per portare a termine la minzione.

Dopo un iniziale periodo di adattamento, intervengono disturbi alla minzione che vanno dalla necessità di svegliarsi di notte, alla riduzione della pressione del getto urinario alla sensazione che al termine della minzione, la vescica non sia completamente vuota. La terapia per l’ipertrofia prostatica è dettata principalmente dalla sintomatologia urinaria e può essere di tipo medico o di tipo chirurgico. A differenza della chirurgia radicale per curare il cancro, la chirurgia per l’ipertrofia prostatica non mette a rischio la potenza erettiva del pene né la capacità di arrivare all’orgasmo né la continenza delle urine.

In passato l’intervento di scelta per l’ipertrofia prostatica era l’adenomectomia transvescicale. Un intervento di chirurgia tradizionale ormai obsoleto che prevede un taglio sull’addome. Questo tipo di chirurgia tradizionale, nella realtà attuale della chirurgia mini-invasiva, ha un elevato tasso di complicanze che ne mettono in discussione l’utilizzo. Un’alternativa valida e non invasiva a questo trattamento, è l’intervento attraverso il canale uretrale, senza pertanto alcun taglio sulla pancia.

All’intervento tradizionale che utilizza energia elettrica, negli anni si è assistito a tentativi di miglioramento della tecnica chirurgica riducendo l’invasività dell’intervento. I continui progressi dei laser con fibre ottiche, uniti alla ormai ampia diffusione di strumenti endoscopici miniaturizzati capaci di penetrare dove una mano o un bisturi non potrebbero mai arrivare, fanno oggi della chirurgia laser il miglior alleato per l’urologo e per lo sviluppo dell’endourologia.

È fin dagli anni ’80 che il laser viene utilizzato per la cura dell’ipertrofia prostatica: dopo diverse evoluzioni delle sorgenti laser impiegate e delle tecniche operatorie sperimentate, oggi il laser è la tecnologia più evoluta e performante per gli interventi endoscopici di prostatectomia.

Terapie laser endoscopiche per l’ipertrofia prostatica benigna

Il laser a impulsi Ho:YAG, dotato di una lunghezza d’onda di 2100 nm (ottimamente assorbita dall’acqua contenuta dai tessuti), ha aperto una prima strada al trattamento della ipertrofia prostatica con la vaporizzazione della prostata, attraverso la HoLAP (Holmium Laser Ablation of the Prostate). Successivamente si è assistito allo sviluppo della HoLEP (Holmium Laser Enucleation of the Prostate): una tecnica di enucleazione che, grazie anche all’ausilio del morcellatore, ha permesso di trattare la IPB anche per le prostate di dimensioni maggiori. Negli ultimi anni una nuova sorgente laser ad emissione continua ha iniziato a diffondersi oltre all’olmio: il laser a tullio. L’arrivo della seconda generazione di laser Thu:YAG, ha dato un ulteriore impulso alla diffusione della ThuLEP (Thulium Laser Enucleation of the Prostate). Si tratta di una tecnica innovativa e sicura che rappresenta un’ottima alternativa mini invasiva, alla tradizionale TURP e alla prostatectomia a cielo aperto

Vantaggi per il Paziente

- azione mirata dei tessuti bersaglio che limiti i danni dei tessuti vicini
- riduzione del sanguinamento intraoperatorio
- più rapido processo di guarigione dei tessuti
- riduzione dei tempi di permanenza del catetere vescicale e del recupero post-operatorio
- riduzione della degenza con ritorno al domicilio dopo 24-48 ore dall’intervento

Vantaggi per il chirurgo

Il chirurgo può operare con un sistema laser dotato di caratteristiche di ablazione, vaporizzazione e coagulazione uniche. Tale caratteristiche consentono di poter scegliere la tecnica chirurgica adattabile alle caratteristiche del singolo paziente.

Uroflussometria

L'uroflussometria è un esame funzionale che permette di valutare la qualità del getto urinario. E’ un’indagine semplice e non invasiva. Viene richiesta nei pazienti con disturbi alla minzione. Si esegue urinando all’interno di un imbuto raccoglitore, come in un normale water.

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Visite Urologiche

La visita Urologica è un momento fondamentale dell’inquadramento diagnostico di una problematica urologica. Fondamentale è il colloquio preliminare in cui si raccolgono tutte le informazioni cliniche necessarie per arrivare ad una corretta diagnosi. E’ importante recare tutta la documentazione precedente:

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Ecografie addome inferiore, Ecografia prostatica transrettale e Ecocolordoppler scrotale

L'ecografia è una tecnica diagnostica per immagini, non invasiva e ben tollerata, di elevata accuratezza diagnostica ed a basso costo. Serve per studiare lo stato di salute degli organi addominali attraverso gli ultrasuoni. Non ha pertanto controindicazioni e non ha rischi per il paziente a differenza di altre tecniche che pur essendo per alcuni versi più accurate, espongono ad rischio di radiazioni.

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Visite Andrologiche

La visita andrologica dovrebbe diventare un appuntamento periodico nella vita di ogni uomo. Consiste in un colloquio preliminare con il medico. In questa fase il paziente avrà la possibilità di fare tutte le domande del caso, spiegando eventuali disturbi. Saranno poste delle domande per valutare che lo sviluppo fisico e psichico sia avvenuto correttamente, esplorando, se il paziente lo richiede, anche la sfera sessuale.

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Uretrocistoscopie rigide e flessibili

L'Uretrocistoscopie è un esame endoscopico che studia le basse vie urinarie (uretra, prostata, collo della vescica e vescica) e ne permette una visione diretta. Normalmente si esegue in ambulatorio in anestesia locale.

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Riabilitazione Pavimento Pelvico

La riabilitazione del pavimento pelvico è una terapia fisica che rappresenta una valida opzione terapeutica non invasiva per incontinenza, disfunzioni sessuali e dolore cronico. È un trattamento che richiede una attiva partecipazione del paziente ma che d’altra parte, garantisce in alcuni casi una valida alternativa alla chirurgia o comunque un supporto efficace nel migliorare l’esito di un intervento.

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